Rieducazione propriocettiva

Rieducare i propri sensi per rieducare il corpo

Esercizio con tavoletta propriocettivaEsercizio con tavoletta propriocettiva La propriocezione è la capacità di rilevare il senso di posizione e di movimento di una parte del corpo senza l’ ausilio della vista.

Questo è reso possibile da particolari recettori sensoriali, i propriocettori, situati nei muscoli, nei tendini e nelle capsule articolari che inviano continue informazioni al SNC (Sistema Nervoso Centrale) determinando un riflesso il cui effetto principale è stabilizzare l’articolazione, generando un’ appropriata risposta motoria dei muscoli direttamente coinvolti .

Quando si subisce un trauma ad un’ articolazione anche i recettori ne risultano compromessi: ovvero non inviano le informazioni che ne garantiscono la tutela.

Ciò provoca errori nelle informazioni della sensibilità propriocettiva che raggiunge i centri corticali, e di conseguenza modificazioni nelle sensazioni percepite coscientemente e risposte motorie non adeguate alla reale situazione dell’ articolazione.

Così un’ articolazione che per qualsiasi motivo abbia subito una lesione è più predisposta , data la deficienza dei meccanismi riflessi,  ad una ricaduta o ad instabilità cronica.

Quando è indicata la Rieducazione Propriocettiva?

Nel percorso Riabilitativo è indispensabile inserire fin dall’ inizio la rieducazione propriocettiva, che spesso invece viene lasciata come ultimo passaggio, affrontata in fretta senza la giusta considerazione.

Se inserita gradualmente rispetto alle necessità della lesione, il recupero risulterà più completo e le recidive meno frequenti. Infatti l’obiettivo primario della riabilitazione propriocettiva è di stimolare i propriocettori ad incrementare il loro flusso di informazioni al SNC.

In fisioterapia utilizziamo spesso dei sussidi: cuscini morbini o gonfiati ad aria, tavolette di diverse grandezze e instabilità conosciute come tavolette di Freeman. E’ appunto l’instabilità che sollecita i recettori a ripristinare le afferenze a livello centrale e a garantire adeguate risposte al  gesto motorio coordinato , stabile e adattabile.


Che tipo di esercizi si effettuano?
Le articolazioni che più spesso rieduchiamo alla sensibilità propriocettiva sono la caviglia e il ginocchio. Generalmente dividiamo il percorso riabilitativo in tre fasi: esercizi in scarico; esercizi in carico parziale; esercizi in carico totale.

Gli esercizi in scarico sono effettuati in posizione seduta con l’ arto interessato sopra la tavoletta con oscillazione antero-posteriore: si richiede al paziente di chiudere gli occhi e ripetere il movimento più volte, magari inserendo anche dei compiti nel contesto (vedi il video);

Lo stesso esercizio può essere svolto su una tavoletta con oscillazione latero-laterale cercando di isolare bene il movimento della tibio- tarsica mantenendo il ginocchio fermo a 90° e perpendicolare al suolo;
Utilizzando una pallina da tennis o anche di gomma morbida si effettuano movimenti avanti ed indietro e poi circolari controllando che la palla non sfugga.

Gli esercizi in carico parziale sono in appoggio di entrambi i piedi sulla tavoletta:

  • ad occhi chiusi ginocchia flesse a 30° circa sulla tavoletta effettuare movimenti di flesso estensione della caviglia mantenendo l’ equilibrio;
  • lo stesso esercizio svolto su pedana con movimenti laterali destra-sinistra;
  • su un cuscino morbido effettuare movimenti circolari senza perdere l’equilibrio.

Gli esercizi in carico totale si effettuano appoggiando un solo piede, stando in piedi sulla tavoletta:

  • ginocchio flesso su tavoletta, prima antero- posteriore poi latero-laterale, effettuare i movimenti ad occhi chiusi mantenendo la posizione il più a lungo possibile;
  • lo stesso esercizio può essere svolto su un cuscino morbido sempre a ginocchio flesso e piede ruotato di massimo 15° verso l’ esterno.
  • senza ausilii mettersi con ginocchio flesso ed effettuare dei movimenti con l’ arto in scarico di destabilizzazione aggiungendo in seguito anche delle flesso estensioni del ginocchio in appoggio.

Questi sono esercizi base a cui poi, a secondo degli obiettivi, della capacità e dell’ età del paziente possono essere applicate delle difficoltà in più soprattutto se parliamo di sportivi che si devono preparare ad un ritorno in campo.

 

Barbara Feliziani e Elena Raveggi
Physiolab Roma
Clinica Villa Salaria