Pavimento pelvico e menopausa

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La vita di ogni donna è attraversata da fasi importanti; la fanciullezza, il passaggio all' età fertile, con tutti i cambiamenti e sconvolgimenti annessi, fino alla fine di questa e l'arrivo della menopausa.

La menopausa non deve essere intesa, però, solo come la fine di qualcosa, bensì anche come l' inizio di un nuovo periodo dell' esistenza femminile.
La donna assiste ad un' ennesima trasformazione del proprio corpo, dopo quelle vissute con il menarca e con eventuali gravidanze.

Non è una transizione semplice, quindi ogni donna dovrebbe essere seguita in questa fase, se necessario, così da poter ricevere consigli e direttive utili alla prevenzione ed, eventualmente, alla cura di diverse problematiche. In questo modo la menopausa può diventare una fase meno traumatica e più godibile per ogni donna.

CAMBIAMENTI LEGATI ALLA MENOPAUSA

Tutto il corpo femminile è scosso da cambiamenti importanti; l' interruzione del flusso mestruale è solo il primo. Il crollo dei livelli ormonali coinvolge tutti gli apparati: la pelle, i capelli, la colonna, l' intestino e, ovviamente, il sistema genito-urinario.

La minore produzione ormonale, infatti, influenza il trofismo del tratto uro-genitale inferiore e, in particolare, alcuni organi bersaglio, come vagina, vescica ed uretra.
Dal punto di vista clinico, la donna può riferire un corteo di sintomi che possono compromettere notevolmente la sua qualità di vita, quali infezioni urinarie ricorrenti, pollachiuria (aumento della frequenza minzionale), nicturia (urgenza notturna), stranguria (difficoltà o intermittenza nella minzione), incontinenza urinaria, vaginiti, dispareunia (dolori durante i rapporti sessuali) e secchezza vaginale.

Tutto questo perchè la carenza estrogenica causa assottigliamento epiteliale, diminuzione del tono della muscolatura luscia, indebolimento del supporto fasciale, riduzione della componente collagenica e della funzione della muscolatura del pavimento pelvico.

A cambiare sono anche i valori di Ph vaginale ed uretrale e ciò predisponde a vaginiti, cistiti ed infezioni ricorrenti.

Un' altra condizione legata alla menopausa non và trascurata: l' insorgenza di prolasso d' organo. Il corretto posizionamento degli organi pelvici è intimamente connesso all'integrità di due strutture: il sistema connettivale di sostegno e la muscolatura del pavimento pelvico.
Il primo è rappresentato dai legamenti deputati al posizionamento degli organi pelvici, quali vescica, utero e retto. Le carenze ormonali sono responsabili dell' indebolimento di questi tiranti e, di conseguenza, gli organi cominciano ad abbassarsi e perdere la posizione originale.

Il pavimento pelvico è un complesso sistema neuro-muscolo-fasciale che si estende dal pube fino a sacro e coccige e svolge una triplice funzione di sostegno e sospensione degli organi della bassa cavità addominale e contenimento di feci ed urine.
Una donna in menopausa può essere, quindi, coinvolta da una condizione di prolasso d' organo, che può riguardare vescica, utero, retto, parete vaginale o la combinazione di queste strutture.
Dal punto di vista clinico, i primi sintomi riferiti sono: sensazione di peso al basso ventre, che tende ad essere ingravescente e più acuta in seguito a sforzi, e ostruzione o ingombro, a livello vaginale o nell' atto di svuotare vescica e/o retto.

RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

Per tutti i motivi elencati appare necessario intraprendere un percorso riabilitativo dedicato, così da poter affrontare il problema in maniera diretta e migliorare sensibilmente la qualità della vita.
Una donna in menopausa interessata dalle problematiche descritte, deve rivolgersi al suo ginecologo ed eventualmente effettuare analisi specifiche. I sintomi uro-genitali possono essere alleviati dall' utilizzo di terapie ormonali in diverse formulazioni e posologie, come anche secchezza vaginale e dolori sessuali risentono positivamente della terapia estrogenica locale vaginale.

Per quanto riguarda invece, le disfunzioni connesse all' indebolimento muscolare, è consigliata la terapia riabilitativa, condotta da una fisioterapista specializzata.
Il percorso comincia con attenta valutazione, con anamnesi e stima di segni e sintomi da parte della terapista, da cui deriva un programma riabilitativo individuale e dedicato interamente alla paziente.

La riabilitazione consta di tre fasi:
• presa di coscienza della zona perineale;
• chinesiterapia pelviperineale, attraverso gli esercizi di Kegel che permettono di reclutare i muscoli interessati in diverse posizioni;
• recupero funzionale.

In caso di incontinenza o di prolasso la terapia sarà mirata al rinforzo della muscolatura del pavimento pelvico. Il prolasso viene distinto in 3 gradi a seconda del livello di discesa d' organo. Il primo grado è considerato lieve ed è quello che risente più positivamente della terapia riabilitativa, con ottime probabilità di recupero. Secondo e terzo grado, rispettivamente prolasso moderato e severo, hanno, invece un' indicazione chirurgica. In questo caso, la riabilitazione è altamente consigliata in preparazione dell' intervento e verrà eseguita anche nel post-chirurgico. È pertanto indispensabile che ogni donna agisca d' anticipo e si rivolga a professionisti specializzati, così da poter prevenire peggioramenti ed evitare interventi chirurgici e cruenti.

In caso di dispareunia, dolori pelvici cronici, secchezza vaginale e infezioni ricorrenti verranno, invece, integrati esercizi di rilassamento muscolare e respirazione mirata, adottando posizioni specifiche, al fine di eliminare le tensioni e rendere i tessuti più elastici e detesi.

Ogni donna può e deve vivere la sua menopausa nel migliore dei modi, mantenedo alta la qualità della vita e garantendo salute e benessere del pavimento pelvico e della propria sfera intima.

Dott.ssa Francesca Lepre Ostetrica e Fisioterapista