Riabilitazione delle lesioni muscolari

La cura delle lesioni dei muscoli

polpaccio muscolo suraleLe lesioni muscolari sono molto comuni nella pratica sportiva, avvengono sia per traumi diretti che per traumi indiretti.

Il trauma diretto consiste in una vera e propria contusione come può essere uno scontro tra atleti, in cui tanto più in quel momento il muscolo è contratto tanto maggiore sarà il danno;

il trauma indiretto avviene nella fase dinamica del movimento e può essere giustificato da un inadeguato riscaldamento oppure da un’ eccesssivo affaticamento muscolare che determina movimenti non coordinati sovraccaricando la struttura fino al punto di rottura.

Le lesioni muscolari possono esser distinte in:

  • I grado: dove c’ è una distensione delle fibre muscolari, con minima percentuale di rottura;
  • II grado : rottura di una parte delle fibre del muscolo con emorragia a livello sottocutaneo;
  • III grado: in cui tutte le fibre del muscolo sono lesionate.

La diagnosi in questa tipologia di trauma è strumentale, ovvero si effettua con una ecografia muscolo - tendinea per constatare in modo più preciso possibile l’ entità del danno.

Dopo il trauma si consiglia il riposo dalla pratica sportiva, il ghiaccio non oltre 20 minuti più volte al giorno, streching specifico della muscolatura colpita.

Per accelerare il processo di guarigione nella prima fase, la fisioterapia si avvale di alcuni macchinari come la tecar,  gli ultrasuoni e il laser.

In un secondo momento, quando è trascorso un periodo sufficiente dalla diminuzione della sintomatologia dolorosa, l’ematoma si è ridotto, dunque le fibre vanno incontro a cicatrizzazione si ricomincia con gli esercizi di potenziamento.

Gli esercizi di rinforzo che si propongono sono esercizi in cui c’ è una contrazione eccentrica ovvero il muscolo viene fatto lavorare nella sua fase di allungamento. Tale tipo di esercizio è fondamentale per ridare elasticità alle cicatrici che si sono costituite nelle fibre muscolari precedentemente lesionate.

Tra i gruppi muscolari dell’ arto inferiore ad essere più frequentemente colpiti sono gli ischio-crurali, e il tricipite surale.

ISCHIO CRURALI ( mucoli posteriori della coscia)
Lo streching di questi muscoli si effettua con la gamba stesa in posizione seduta cercando di raggiungere la punta del piede mantenendo sempre il ginocchio esteso;

  • in piedi a piedi uniti si flette il tronco in avanti sempre mantenendo le ginocchia in estensione
  • sempre in piedi si divarica l’ arto leso e con quello controlaterale si effettua una leggera flessione dell ginocchio
  • rinforzo eccentrico: proni si parte con la gamba flessa, contro la resistenza del terapista che tenterà di portare il piede verso il basso, si effettua una contrazione in senso contrario ovvero il tallone spinge verso i glutei.

La resistenza opposta sarà controllata e bilanciata dall’ operatore ed il movimento terminerà a gamba stesa.

TRICIPITE SURALE (gastrocnemio soleo)
Lo streching del tricipite surale si effettua in piedi con l’arto sano in appoggio anteriore a ginocchio flesso.

La gamba da allungare è appoggiata posteriormente con ginocchio esteso e tallone ben adeso al suolo: tanto più il ginocchio controlaterale si flette tanto più applichiamo una tensione al polpaccio che andremo ad allungare.

  • rinforzo eccentrico: con il ginocchio in estensione si poggia l’ avampiede su un piccolo rialzo e si fa scendere il tallone.
  • La risalita può (anzi inizialmente deve) essere aiutata dall’ altra gamba ma ponderando bene la velocità del movimento così da non provocare alcun dolore.

 

Barbara Feliziani
Physiolab Roma
Clinica Villa Salaria