Scoliosi nei bambini

scoliosi bambini

La scoliosi…cos’è?

Come si manifesta e come può essere curata ?

Ogni anno con l’inizio della scuola ci ricordiamo della scoliosi, tirata in ballo dall’uso di zainetti troppo pesanti e dalla postura che il bambino assume in classe o nel fare i compiti.
Ma è davvero questa la causa della scoliosi?

Gli esperti ortopedici sottolineano che la scoliosi non ha nulla a che vedere con gli zainetti troppo pesanti o con la postura che i ragazzi tendono ad assumere.
Questi potrebbero indurre soltanto ad un atteggiamento scoliotico che può essere facilmente corretto.

La scoliosi invece è una deviazione laterale e rotatoria della colonna che la deforma in modo progressivo e che colpisce circa il 2-3% della popolazione , prevalentemente quella femminile e di cui ancora oggi non si conoscono in fondo le cause.

Si tratta di una malattia con predisposizione familiare.
Quindi se in famiglia la mamma o la nonna ne hanno sofferto, con una buona probabilità ne soffrirà anche il bambino.

La scoliosi può essere quindi evolutiva e peggiorare in tempi assai brevi determinando deformità con danno estetico e soprattutto funzionale tale da richiedere un intervento chirurgico.

Per questo motivo risulta di fondamentale importanza prestare massima attenzione alla colonna del bambino, a maggior ragione se lamenta dolore alla schiena.
Con un semplice esame si può avere la risposta alla domanda:  “ Il bambino soffre di scoliosi?”.

Si definisce Test di Adams e consiste nel far piegare il bambino in avanti a gambe tese.
Qualora la scoliosi fosse presente, un lato della schiena apparirebbe più alto rispetto all’altro.

A seconda dei casi potrebbe essere utile anche uno specifico esame radiografico in ortostatismo (ovvero in piedi) per una valutazione più mirata del trattamento.
Come tutte le patologie quanto prima si riconosce la scoliosi e si interviene tempestivamente, quanto prima sarà possibile limitare i danni e correggerli.

Ma come curarla?

L’approccio terapeutico varia molto in base alla fase della malattia:
Nei casi più lievi infatti è sufficiente monitorare il bambino con visite periodiche.

Se invece la deformità è più accentuata al momento della scoperta della malattia oppure presenta un andamento velocemente peggiorativo, si eseguono esercizi mirati, ripetuti 2/3 volte alla settimana, che possono rallentare notevolmente il decorso della scoliosi.

Quando invece il caso è più serio risulta necessario bloccare la malattia per un lento miglioramento con l’utilizzo di un presidio ortopedico, il corsetto da indossare dalle 18 alle 24 ore al giorno.
Fortunatamente oggi esistono in commercio corsetti di ultima generazione che permettono al bambino di condurre una vita assolutamente normale, che possono facilmente essere nascosti dagli abiti limitando quindi notevolmente il problema psicologico che si viene inevitabilmente a creare!

Quando si parla invece di atteggiamento scoliotico, lo sport e la fisioterapia e l’osteopatia danno una grande mano!

Lo sport infatti per il bambino rappresenta la miglior terapia contro molti atteggiamenti posturali errati e paramorfismi, che, se non corretti,possono portare a problematiche molto serie nell’età adulta.

Tra i paramorfismi più comuni ci sono:

  • le cosiddette scapole alate
  • le spalle spioventi
  • la scoliosi correggibile
  • il dorso curvo
  • il dorso piatto,
  • l’addome espanso con un’eccessiva sporgenza del fondo schiena.

Un’attività sportiva seria e soprattutto efficace deve essere svolta almeno 3 volte alla settimana.

La fisioterapia può contribuire molto al miglioramento del bambino!

Le sedute fisioterapiche in pazienti con scoliosi consistono in terapie individuali di rieducazione posturale che dovrebbero avere una frequenza bisettimanale durante le fasi di spinta di crescita del bambino per poi poter ridursi di intensità nei momenti di “fermo” (non crescita).

I genitori hanno un ruolo cruciale di supervisione e monitoraggio della crescita del proprio figlio e dei suoi cambiamenti. Un buon trattamento fisioterapico in bambini con scoliosi andrebbe sempre completato dall’uso di un corsetto.

Altro compito del genitore in questa fase è quello di appurarsi che il proprio figlio non abbia altre problematiche sistemiche ad esempio un occhio ipovedente, mal occlusione dentaria, dismetria degli arti inferiori, che potrebbero aggravare la scoliosi. Queste disfunzioni creano un adattamento involontario del sistema muscolo scheletrico che prova a nascondere e compensare queste difficoltà con accomodamenti posturali scorretti. Il lavoro del fisioterapista mirerà pertanto ad allungare globalmente le catene muscolari della colonna e a scoprire e correggere gli atteggiamenti scorretti di compenso assunti dal bambino.