Che cosa è “la cervicale” ?
Il nome scientifico di questo comunissimo disturbo è cervicalgia.
Si tratta di un disturbo che causa un dolore del tratto cervicale della colonna vertebrale, nella regione che va dalle base del cranio a tutto il collo: si propaga anteriormente verso le clavicole, o posteriormente verso le spalle fino ad irradiarsi nei casi più gravi lungo le braccia.
Quando il dolore coinvolge le braccia e si ha anche la comparsa di parestesie (formicolii) si parla di cervico-brachialgia.
La particolarità del tratto cervicale rispetto al resto del rachide sta nelle necessità funzionali, infatti è al completo servizio del capo di cui garantisce la verticalizzazione e l’orizzontalità dello sguardo, necessità governate da sistemi neurologici particolari.
Perché compare?
I vasi arteriosi e venosi, i plessi nervosi che vi transitano giustificano una serie di sintomi ben particolari che vanno oltre la rigidità muscolare: vertigini , ronzii (acufeni), parestesie.
Le contratture intrappolano queste strutture non permettendo un fluire dinamico e generando ostruzioni per le quali si determina il fastidio.
Come sempre le scorrette posture mantenute quotidianamente, e la sedentarietà incidono notevolmente nella comparsa di queste patologie.
Dopotutto il collo e le spalle sono la zona dove per eccellenza si accumulano tensioni di ogni genere e solo una costante attività fisica, effettuata con accortezza e piacere, può contrastarle.
Come si interviene?
Le terapie da effettuare in fase acuta sono essenzialmente decontratturanti: tecar , laser; manualmente invece si farà un lavoro di allungamento molto dolce associato alla respirazione.
Successivamente, terminata la fase acuta si interverrà con un approccio posturale poiché siamo un insieme e non possiamo trattare una cervicale senza coinvolgere tutte le altre strutture del sistema.
Quali esercizi si possono effettuare?
Si possono svolgere alcuni esercizi di mobilizzazione e di allungamento per contrastare o prevenire questi disagi, ma tutti devono essere eseguiti da seduti con gambe in appoggio al suolo e braccia rilassate lungo il tronco, occhi aperti e lentamente per evitare giramenti di testa.
Ogni movimento dovrebbe essere effettuato nell’ arco di almeno 5 sec:
Ricordiamo che effettuare questi esercizi in fase acuta e senza il controllo di uno specialista può provocare dei peggioramenti se non svolti nel modo più adeguato, per questo li consigliamo per prevenzione o in fase di mantenimento.
Cose da evitare
Possiamo evitare la comparsa della sintomatologia dolorosa facendo attenzione ad alcuni comportamenti:
Come comportarsi
Riccardo Lazzari
Centro di fisioterapia Physiolab Roma
Clinica Villa Salaria